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MIGRAZIONE VERSO I SISTEMI OPEN SOURCE |
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SERVER GNUBOX |
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Per aumentare il grado di operatività e sicurezza di una qualsiasi aula informatica collegata direttamente ad internet, l’aula in questione dovrà essere attrezzata di un Server Linux (Personal GNUBOX) programmato solo per svolgere compiti ben precisi. Questo permetterà la condivisione di file e stampanti tra il Server Linux ed i client Windows o GNU/Linux. Questo Server verrà inserito fra le postazioni degli alunni ed il router ADSL, tramite due schede di rete. Dopo aver installato e configurato il Server Linux nelle sue impostazioni iniziali, dovremo configurare i vari servizi indispensabili per il nostro fine: Server DHCP. Il server assegna automaticamente ai client le impostazioni di rete tra cui l’indirizzo IP e la sua sottorete, il gateway ed i relativi DNS. Questo fa si che ogni volta che un client viene inserito all’interno di una struttura di rete, non ha bisogno di configurazioni particolari per usufruire dei servizi intranet ed internet, ma riceve in automatico le informazioni necessarie dal Server Linux. Questo comporta una minore manutenzione da parte del personale tecnico. Va ricordato inoltre, che nei sistemi GNU/Linux i virus, worms e trojan, che attanagliano i Sistemi Operativi Microsoft Windows, sono praticamente inesistenti. |
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LINUX TERMINAL SERVER |
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I vantaggi di questa soluzione sono molteplici:
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Perché la scuola dovrebbe usare esclusivamente software libero
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di Richard Stallman |
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Esistono motivazioni generali perché tutti gli utenti informatici debbano insistere con il software libero. Questo offre agli utenti la libertà di poter controllare il proprio computer: il software proprietario il computer fa quanto stabilito dal proprietario del software, non quel che vuole l'utente. Il software libero offre inoltre agli utenti la libertà di poter collaborare tra loro. Queste caratteristiche si applicano alla scuola come a qualsiasi altro soggetto. Ma esistono motivazioni specifiche che riguardano in particolare l'istituzione scolastica. Primo, il software libero consente alle scuole di risparmiare. Anche nei paesi più ricchi, le scuole sono a corto di denaro. Il software libero offre agli istituti scolastici, come ad ogni altro utente, la libertà di copiare e ridistribuire il software, di conseguenza il sistema didattico può farne copie per tutti i computer di tutte le scuole. Nei paesi poveri, ciò può contribuire a colmare il divario digitale. Quest'ovvia motivazione, pur se importante, è alquanto superficiale. E gli sviluppatori di software proprietario possono eliminare questo svantaggio donandone delle copie alle scuole. (Attenzione! -- una scuola che accetti simili offerte potrebbe ritrovarsi a dover pagare per i successivi aggiornamenti). Passiamo quindi a considerare le motivazioni più profonde. La scuola dovrebbe insegnare a chi studia stili di vita in grado di portare beneficio all'intera società. Dovrebbe promuovere l'uso del software libero così come promuove il riciclaggio. Se la scuola insegna l'uso del software libero, gli studenti continueranno ad usarlo anche dopo aver conseguito il diploma. Ciò aiuterà la società nel suo insieme ad evitare di essere dominata (e imbrogliata) dalle multinazionali. Tali multinazionali offrono alle scuole dei campioni gratuiti per lo stesso motivo per cui le aziende produttrici di tabacco distribuiscono sigarette gratis: creare dipendenza nei giovani. Una volta cresciuti e diplomati, queste aziende non offriranno più alcuno sconto agli studenti. Il software libero consente a chi studia di poter imparare il funzionamento di un programma. Quando gli studenti diventano adolescenti, alcuni di loro vorranno imparare tutto quanto c'è da sapere riguardo al computer e al software. Questa è l'età ideale per imparare il mestiere per quanti si avviano a diventare programmatori in gamba. Per imparare a scrivere del buon software, gli studenti devono poterne leggere e scrivere una grande quantità. Hanno bisogno di leggere e comprendere programmi reali, di uso concreto. Saranno animati dalla fervida curiosità di leggere il codice sorgente dei programmi che usano. Il software proprietario ne respinge la sete di conoscenza; dice loro, "La conoscenza che stai cercando è un segreto -- vietato imparare!" Il software libero incoraggia tutti ad imparare. La comunità del software libero rifiuta la "il sacerdozio della tecnologia", secondo cui il grande pubblico va tenuto nell'ignoranza sul funzionamento della tecnologia; noi incoraggiamo gli studenti di ogni età e situazione a leggere il codice sorgente e ad imparare tutto quello che vogliono sapere. La motivazione successiva è ancora più profonda. Dalla scuola ci si aspetta l'insegnamento di fatti fondamentali e di capacità utili, ma ciò non ne esaurisce il compito. Missione fondamentale della scuola è quella di insegnare a essere cittadini coscienziosi e buoni vicini - a collaborare con altri che hanno bisogno di aiuto. In campo informatico ciò significa insegnare la condivisione del software. Soprattutto le scuole elementari dovrebbero dire ai ragazzi, "Se porti a scuola del software devi dividerlo con gli atri bambini." Naturalmente la scuola deve praticare quanto predica: agli studenti dovrebbe essere consentito copiare, portare a casa e ridistribuire ulteriormente tutto il software installato all'interno dell'istituto. Insegnare a chi studia l'uso del software libero, e a far parte della comunità del software libero, è una lezione di educazione civica sul campo. Ciò insegna inoltre il modello del servizio pubblico anziché quello dei potentati. Il software libero dovrebbe usato in scuole di ogni grado e livello. |
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Analisi e proposte per l'introduzione del software libero nella didattica |
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di Antonio Bernardi |
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1. Premessa Da più parti ormai vi è la consapevolezza che il software utilizzato nell'insegnamento delle (o con le) nuove tecnologie corrisponda ad un "libro di testo". Nel settore se ne sono affermati due: quello che si rifà alla cultura del confronto, rappresentato dai valori del software libero, e quello che possiamo ricollegare alla cultura del "monopolio privato", rappresentato dal software proprietario monopolistico che, per sua natura non ama il confronto e, appena può, lo soffoca al fine di impedire all'utente (consumatore) qualsiasi scelta. Il software libero, come "libro di testo", ha molteplici ragioni per essere adottato nella didattica perché principalmente: Non discrimina i soggetti su base economica ma seleziona su base meritocratica. La gratuità delle licenze d'uso tra l'altro è conforme ai criteri stabiliti dalle varie circolari sull'adozione dei libri di testo che si preoccupano di stabilire un tetto di spesa, a seconda del tipo di scuola. Permette, sia all'insegnante che all'allievo, l'assoluta libertà di copia, fondamento dello scambio della conoscenza; in questo modo si educa alla legalità non dovendo, nella scuola, ricorrere alla pirateria informatica per svolgere la normale attività educativa; E' rispettoso della libertà d'insegnamento, perché permette all'insegnante di scegliere la soluzione e il fornitore che più si adatta alle sue esigenze conoscitive e didattiche; E' rispettoso della libertà di parola, perché permette anche all'insegnante, e alla scuola più in generale, di "entrare in gioco" ed essere "soggetto di cultura"; Educa alla cultura galileiana e alla consapevolezza informatica attraverso la trasparenza, la verifica e la sperimentazione; Incentiva l'economia locale valorizzando le risorse umane locali. Ma la ragione avanzata dal software proprietario monopolistico che, a scuola, si debba usare il software secondo il criterio del "più diffuso", a tutt'oggi, ha avuto la meglio, e ha messo all'angolo i valori del software libero sottraendo ai docenti la libertà di scelta nel settore informatico. 2. Perché, a scuola, non viene esercitata la libertà di scelta nelle nuove tecnologie? 3. Osservazioni sulla alfabetizzazione informatica dei docenti 4. Alcune proposte di lavoro 4.1. Autonomia scolastica 4.2. Libertà d'insegnamento 5. Conclusioni |